mercoledì 29 marzo 2017

Under 20 - Sfuma l'accesso alla seconda fase

ASD BEA CHIERI - SAGRANTINO 60-69
Parziali: 11-16, 28-41, 44-53

BEA: Degl'Innocenti 3, Bianco 5, Zanatta, Segura 12, Belfiore, Baldi 14 , Speca 3, Stiffi 4, Mostratisi 6, Cavane 10, Pignata 3. All. Monteleone, Ass. Mostratisi.

Francesco "Checco" Baldi
Sagrantino, sostenuta da un rumoroso e inaspettato pubblico, espugna il PalaSanSilvestro e strappa il ticket per la seconda fase. Come ogni partita con una certa posta in palio, la tensione prevale sullo spettacolo. BEA si presenta alla palla a due priva di Vidotto, infortunatosi gravemente nell'ultimo incontro con Basket Chieri e con probabilmente la formazione più giovane del campionato, con due 2000 e tre '99.
L'inizio è equilibrato, con gli ospiti che solo verso fine quarto con un paio di canestri di fila allungano leggermente. Il secondo quarto invece è traumatico: BEA prova la carta della zona, ma i torinesi si dimostrano molto più precisi al tiro rispetto all'andata e puniscono ogni minimo errore, guidati da un Pumilia da 18 punti nel primo tempo.
I Leopardi però non ci stanno e guidati dall'energia di Speca e dai canestri di Segura e Baldi, si riportano prepotentemente in gara fino ad arrivare al -4. Proprio quando i chieresi sembrano poter prendere in mano il match Sagrantino trova le giuste contromisure e con un controbreack, frutto di qualche canestro di pregevole fattura, riporta il vantaggio intorno alla doppiacifra.
Coach Monteleone le prova tutte per far rientrare in gara i suoi, ma i torinesi sono bravi a gestire il vantaggio senza troppi affanni, fino a concludere il match sul +9.
Risultato tutto sommato giusto per quanto visto in campo. Onore agli ospiti, apparsi sicuramente più squadra e con qualche individualità di spicco, rispetto ad una BEA formata da ottimi giocatori ancora troppo poco squadra. Sarebbe troppo facile pensare che la mancata qualificazione alla fase finale sia frutto solo di questa sconfitta: le occasioni per chiudere il conto sono state più di una, ma i chieresi non sono mai stati abbastanza cinici (e fortunati...) da coglierle.

LEOPARDI, PRIDE!